IL blog personale di Matteo Fontana sul Cannocchiale matteofontana | Il Cannocchiale blog
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11 dicembre 2007
LETTERA A GESU' BAMBINO
 

Carissimo Gesù Bambino, prima di tutto grazie per tutto quello che hai fatto per me in questo 2007 che sta per finire. Anche quest’anno la lista dei doni da chiederti è alquanto lunga ma so che mi ascolterai come fai sempre. Qualcuno potrà sorridere del fatto che a 28 anni scriva ancora a Gesù Bambino e per giunta pubblicamente, ma poco mi importa. Non so nemmeno da che parte incominciare, non ho mai scritto ad una “personalità” tanto importante come la tua. Al massimo una lettera aperta a Francesco Cossiga che però non mi ha risposto. Torniamo a noi però. Per me e la mia famiglia ti chiedo salute e serenità, scontato qualcuno penserà, ma sono proprio le cose scontate che non vanno perse di vista e apprezzate. Per me ti chiedo il grande dono di saper essere attento alle esigenze delle persone che mi circondano, soprattutto dei bambini di catechismo e del calcio, ma anche di tutti gli adolescenti che mi dimostrano stima e affetto. Il dono di essere loro utile e di sapermi mettere a loro disposizione in qualche modo, è quello che ti chiedo. Sul lavoro ti chiedo di non farmi discostare mai dai valori in cui credo. Qualche coccola e abbraccio in più è sempre bene accetta. Per quell’altra cosa che Tu sai e che ti ho scritto l’anno scorso mi sa invece che siamo a buon punto.

Ti voglio bene

Tuo affezionatissimo

Matteo




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26 novembre 2007
DUE MIEI ARTICOLI IN GIRO PER INTERNET
Curiosando qua e là per internet ho trovato due mie articoli scritti per la Provincia di Varese. Non mi sono montato la testa, ma almeno che non è un lettore della Provincia può leggere qualcosa del mio lavoro.

2006

dal quotidiano locale "La Provincia di Varese" di oggi, domenica 21 maggio 2006

BREBBIA La pipa come opera d’arte da esporre in un museo. Con l’inaugurazione di ieri pomeriggio, la collezione conservata allo stabilimento delle Pipe di Brebbia si arricchisce ulteriormente con i circa 250 pezzi appartenuti a Franz Schuchardt, che vanno così ad affiancare le pipe collezionate dal giornalista Gianni Brera.
Durante la cerimonia inaugurale della preziosa collezione è intervenuto Enea Buzzi il fondatore, nel lontano 1947, della fabbrica di pipe e nel 1979 del museo, il quale ha ricordato come «la pipa sia stata uno dei primi prodotti che l’Italia ha iniziato ad esportare nel mondo». Luciano Buzzi, figlio di Enea e amministratore delle Pipe Brebbia, ha presentato invece la collezione Schuchardt, «costituita da 250 pezzi che il collezionista ha acquistato in tutto il mondo nel corso della sua vita e che ora andrà ad arricchire il nostro museo». Il sindaco di Brebbia Adolfo D’Agata ha invece sottolineato come «il paese sia orgoglioso di avere sul proprio territorio una fabbrica conosciuta in tutto il mondo per la sua bravura». Anche il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Attilio Fontana ha voluto mandare un saluto, letto dal suo portavoce Andrea Mascetti, nel quale ribadisce che «questa preziosa collezione arricchisce ulteriormente un museo già di per sé unico al mondo». All’inaugurazione era presente il nipote di Schuchardt, Dieter Prange, il quale ha ricordato di come suo nonno lo avesse investito sin da bambino del ruolo di custode della collezione «fotografandomi all’età di tre anni con una pipa in bocca, ovviamente spenta». Schuchardt provvedeva personalmente alla cura delle sue pipe, «ma ora – ha detto – è giusto che la collezione venga custodita in un luogo importante come il museo delle Pipe Brebbia». Per celebrare l’evento è stata incisa sull’anello di 200 pipe, da oggi in vendita, la data del 20 maggio 2006.
(Matteo Fontana)


(Casciago) Il primo cittadino scrive a Rutelli: "Comprateci il Municipio"
Matteo Fontana
La Provincia dì Varese, 28-09-2007

Una lettera indirizzata al vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, nelle sue vesti di ministro dei Beni e delle Attività culturali. Mittente il sindaco di Casciago Andrea Zanotti, il quale nella missiva chiede una presa di posizione del ministro riguardo il futuro di un piano dello storico palazzo Castelbarco, sede del municipio.
Attualmente l'edificio è per due terzi di proprietà pubblica ad eccezione dell'ultimo piano ancora nelle disponibilità degli eredi del precedente proprietario: «Eredi - scrive Zanotti - che hanno manifestato l'intenzione di alienarlo». L'immobile è già stato sottoposto a perizia da un professionista incaricato dal Comune, ma la valutazione fatta, si parla di milioni di euro, è fuori dalla portata del Comune. Una cifra così alta non deve stupire se si considera che palazzo Castelbarco pare esistesse già attorno all'anno mille. In epoche più recenti risalenti alla fine del Settecento prende forma sotto le sembianze che ancora oggi si possono ammirare per volere del conte Paolo Andreani. L'edificio viene poi ampliato nel 1867 su impulso del nuovo proprietario, il conte Cesare Castelbarco. Oltre al palazzo si possono ammirare lo splendido parco inglese, il viale a platani che collega la villa con l'ingresso sulla strada e il salone centrale. Non per altro Casciago viene scelta da molte coppie per celebrare il proprio matrimonio. «La nostra volontà - afferma il sindaco - è quella di rendere disponibile alla comunità l'intero palazzo». Da qui la richiesta al ministro Rutelli. «Al ministero dei beni culturali - prosegue Zanotti - chiediamo che attivi il diritto di prelazione ex lege trattandosi di immobile sottoposto a vincolo e qualora indisponibile,segnali al comune di Casciago le modalità per l'attivazione della stessa». L'idea dell'amministrazione comunale, una volta ottenuta la disponibilità anche dell'ultimo piano del palazzo comunale, è quella di investire in cultura. «Un progetto preciso ancora non c'è - dichiara il primo cittadino - ma il sogno è quello di realizzare un centro studi dedicato a S. Agostino, il cui passaggio a Casciago è motivo di orgoglio per tutto il paese».
Alternative di utilizzo sempre in ambito culturale potrebbero essere l'apertura di un museo, oppure la realizzazione di progetti in collaborazione con l'Università dell'Insubrìa. Molto dipenderà ovviamente dalla risposta del ministro Rutelli. Il sindaco Zanotti, comunque, non è nuovo a iniziative di questo genere: proprio nei giorni scorsi aveva invitato Beppe Grillo a Casciago, attraverso il blog del Comune, chiedendo al comico di venire a toccare con mano i problemi di un piccolo comune.




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15 novembre 2007
CASA FAMIGLIA DON ORESTE BENZI
 

Una casa famiglia ispirata ai criteri dell’associazione papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, il sacerdote riminese recentemente scomparso. Sarà la casa parrocchiale di Cardana a Besozzo ad ospitare tale struttura che avrà come responsabili due coniugi, Mirella e Umberto Bono, membri dal 2001 della comunità fondata da don Oreste. La prima della comunità di don Benzi ad essere ospitata non solo in provincia di Varese ma anche in tutta la diocesi di Milano, ottenendo ovviamente il benestare prima del cardinale Dionigi Tettamanzi e del suo vicario per la zona di Varese monsignor Luigi Stucchi. “E’ un motivo di gioia per tutto il Decanato di Besozzo – afferma il prevosto e decano don Sergio Vegetti – poter ospitare a Cardana questa casa famiglia ispirata ai valori della carità cristiana e indirizzata all’aiuto dei più bisognosi”. La struttura di Cardana potrà ospitare all’inizio un massimo di tre persone, che verranno accompagnate da un progetto preciso di reinserimento nella società, da accordare con le strutture sociali. “Seguiremo l’insegnamento di don Benzi – sottolinea Umberto Bono – e ci metteremo al servizio degli ultimi e dei poveri”. Mamme sole con figli piccoli da crescere, portatori di handicap mentali, bambini in affidamento, sono tante le tipologie di sofferenti a cui la casa famiglia di Cardana a Besozzo cercherà di andare incontro. “E’ importante sottolineare – prosegue Umberto – che la permanenza degli ospiti nella casa è temporanea, sempre finalizzata al reinserimento sociale e mai obbligatoria”. La casa famiglia di Cardana sarà operativa non appena i lavori al secondo piano della casa parrocchiale saranno ultimati. L’inaugurazione è prevista per i primi mesi del 2008, probabilmente nel periodo pasquale. “Don Oreste, che avremmo dovuto incontrare proprio la mattina dopo la sua morte – ricorda Umberto – era entusiasta dell’apertura di questa casa famiglia in una zona d’Italia dove ancora non ne sorgevano”. “Sarebbe stato certamente presente all’inaugurazione – prosegue Umberto – ma anche se non è più tra noi abbiamo fatto tesoro e applicato quanto lui ci ha detto prima di morire, nei numerosi incontri che abbiamo avuto”. E’ grazie a persone come Mirella e Umberto Bono che quanto di straordinario fatto in tutti questi anni da don Oreste non andrà sprecato.




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29 ottobre 2007
ADDIO A GUIDO NICHELI MITICO CUMENDA
 

E’ morto ieri all’età di 73 anni Guido Nicheli. L’indimenticabile commendator Zampetti del telefilm cult della mia generazione, quella dei trentenni di oggi, ma non solo, “I Ragazzi della Terza C”. Protagonista di tantissimi film nel quale interpretava “alla grande” come diceva lui, il ruolo del ricco cumenda, cinico e superficiale, il cui unico dubbio esistenziale era quale auto nuova acquistare. “L’anno scorso sono entrato in paranoia prima di scegliere tra il jaguar e la porsche” era una delle sua battute nel film “Vacanze di Natale”. Si faceva chiamare il Dogui (Guido al contrario) e fu autore di innumerevoli neologismi e acronimi come “NCS”, ovvero “non ci siamo aniTv, è morto il 'cummenda' della III Cmale”. Ci mancherà tantissimo. Addio Dogui, mitico cumenda.




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5 ottobre 2007
LETTERA APERTA A PADOA-SCHIOPPA
 

Caro ( in tutti i sensi) ministro Padoa - Schioppa, noi giovani under 30 ancora tra le mura domestiche saremo come ci ha definiti Lei ieri in Parlamento dei “bamboccioni”, ma Lei è senza dubbio una cariatide che dovrebbe avere il buon gusto di ritirarsi. Ci pensi ministro. Lei ha 67 anni, da una vita ricopre incarichi importanti sempre ben retribuito, Al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Centrale Europea ed ora al ministero dell’Economia, si potrebbe ritirare a favore di un giovane precario non dico under 30, ma almeno under 40 e mi creda ce ne sono parecchi. Insomma un “bamboccione” al suo posto. Penso che con il Suo stipendio cesserebbe in un attimo di fare il “bamboccione”per diventare un vero uomo come piacciono a Lei. Un precario “bamboccione” al Suo posto conoscerebbe certo meglio i problemi di una generazione che campa grazie a quanto sono riusciti a mettere da parte i loro genitori, figli del boom economico degli anni sessanta. Temo visto l’andazzo che noi bamboccioni di oggi, quello che trasmetteremo ai nostri figli, se mai le nostre tasche ci consentiranno di farne, sarà ancora quello messo via dai loro nonni. Signor ministro, i Suoi incentivi sugli affitti per i giovani servono a ben poco quando sei un precario che prende 700 euro o giù di lì al mese e non sa se l’anno successivo lavorerà. I giovani non chiedono incentivi chiedono responsabilità e opportunità nuove, quelle che le vecchie ciabatte come Lei negano sempre, occupando tutti i posti occupabili. Citando un Grillo un vaffa non glielo toglie nessuno.




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28 settembre 2007
L'ITALIA E' UN PAESE NORMALE?
 

Mi chiedo se la nostra amata Italia sia ancora, ammesso lo sia mai stato, un paese normale. E’ di oggi la notizia della richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Salvatore Stefio una delle quattro guardie private rapite nel 2004 in Iraq. L’accusa della magistratura è di essere dei mercenari al soldi di una potenza straniera. Come ha confermato Stefio, che è riuscito a portare a casa la pelle a differenza dell’eroe Quattrocchi (medaglia al valore civile conferitagli dal non certo temerario né destrorso Ciampi), essi agirono per conto di imprenditori privati americani. Non si vedono dunque reati, salvo che per la procura di Bari, la quale evidentemente priva di lavoro si occupa di non reati che danno visibilità alla loro ideologia e alle loro persone. Com’è noto Bari e la Puglia sono località dove la malavita non esiste e quindi i poveri magistrati di qualcosa dovranno pure occuparsi per giustificare il lauto stipendio e i relativi benefit della casta. Peccato che Grillo non abbia le palle di menare il suo mandolino anche contro il terzo potere della repubblica, quello giudiziario. Del resto anche il buon Grillo è stato condannato per omicidio colposo, tiene famiglia e poi attaccare i politici comporta molti meno rischi che non solleticare un magistrato. Tirem innanz.




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13 settembre 2007
LA MIA INTERVISTA A UMBERTO BOSSI
 Lunedì 10 settembre ho intervistato per il giornale con cui collaboro Umberto Bossi. Di seguito pubblico l'intervista così come è uscita sulle quattro edizioni de "La Provincia" di Como, Varese, Lecco e Sondrio.

Un Umberto Bossi in veste assolutamente informale, senza scorta e accompagnato solo dall’autista, davanti ad un cappuccino, a una coca cola e all’immancabile sigaro, consumati ad un tavolino della pasticceria Aries a Besozzo (Va), è come sempre in vena di parlare di politica e tra gli sguardi curiosi degli avventori del bar, si lascia intervistare per la “Provincia di Varese”. Oltre alla delicata questione Malpensa - Alitalia, la conversazione spazia lungo gli altri temi dell’attualità politica.
Onorevole Bossi, si avvicina la data del 16 settembre, giorno in cui svelerete i famosi punti dello sciopero fiscale. A che punto è la preparazione del piano? “Non posso anticipare nulla anche perché il consiglio federale della Lega deve ancora esaminare le ultime questioni. Posso dire che i rischi per i cittadini che aderiranno saranno minimi e soprattutto sarà una grande risposta di popolo contro il governo Prodi che penalizza, con l’aumento dissennato delle tasse, tutti i cittadini”.
Vi aspettate quindi una massiccia adesione alla protesta fiscale?
“Certamente, perché questo governo con l’aumento sproporzionato delle tasse ha rotto le scatole non solo agli imprenditori, soprattutto medi e piccoli, ma anche a tutti i cittadini e le famiglie che non ne possono più di un governo che propone un mondo di valori alla rovescia. La gente, che io ascolto in giro per la Padania durante i comizi, ad esempio non può concepire che il governo penalizzi la famiglia tradizionale a favore di quella omosessuale. E’ quando tocchi i valori fondanti che il popolo si incazza e reagisce”.
Un altro argomento di grande attualità politica è quello relativo alla sicurezza e al piano presentato dal ministro Amato.
Il tema della sicurezza è strettamente connesso alla questione dell’immigrazione. La mia legge prevedeva che potessero entrare in Italia solo coloro che avevano già in tasca un contratto di lavoro. La sinistra invece ha aperto le porte a tutti indiscriminatamente ed è chiaro che chi non ha un lavoro deve pur mangiare e quindi delinque. La sinistra dopo aver perso i voti del proletariato interno, vuole ottenere quelli di questa sorta di nuovo proletariato che io definisco esterno. Il loro vero obiettivo infatti è quello di concedere il diritto di voto agli immigrati. 
Cosa pensa del proposta di dare maggiori poteri in tema di sicurezza ai sindaci?

“Anche sentendo quello che pensano i nostri sindaci, non possiamo che essere d’accordo, del resto il sindaco è quello che conosce meglio il territorio e soprattutto è colui che deve rendere conto alla gente delle sue azioni. Se non ha poteri effettivi come può garantire sicurezza ai cittadini del comune che amministra?” Tornando alla politica, dopo il patto di Gemonio quali prospettive si possono immaginare per il centrodestra?
“L’unica certezza è che quando io, Berlusconi e Fini siamo uniti non ce n’è per nessuno e l’obiettivo comune è sempre quello di mandare a casa Prodi al più presto”.
E’ realistico pensare ad elezioni politiche anticipate nella prossima primavera come va ripetendo Berlusconi?
“La mia sensazione è che effettivamente a Roma il vento stia cambiando soprattutto al Senato e che effettivamente Berlusconi abbia qualche asso nella manica, staremo a vedere alla ripresa dei lavori”.
Come si pone la Lega dinnanzi all’ipotetico partito unico del centrodestra?
“Siamo contrari a farvi parte perché siamo orgogliosi e gelosi delle nostre specificità e secondo me, vista la legge elettorale, resta anche più conveniente presentarsi con due o tre partiti per raccogliere il maggiore numero di voti. Quello che è certo è che senza i milioni di voti della Lega al Nord il centrodestra non potrà mai vincere le elezioni".




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5 settembre 2007
ADDIO GIGI SABANI
 

Il mondo ipocrita dello spettacolo, in cui si annidano corvi, iene, ruffiani di ogni risma tutti dotati di mandolino d’ordinanza, ha già iniziato a versare lagrime oleose per la morte prematura di Gigi Sabani, scomparso ieri sera per un infarto a 54 anni. Fine da comune mortale peraltro, visitato nel pomeriggio da un medico per dolori al braccio sinistro ma dichiarato non in pericolo. Sabani ha dimostrato di essere un gran signore non solo in tv, dove mai lo ricordo sopra le righe – cosa che invece è comune oggi a tutti i pisquanelli e lolite che si spacciano per artisti – ma nemmeno nella vita privata. Una carriera di tutto rispetto, sapeva fare quasi tutto, condurre, recitare, imitare, il contrario insomma dei divetti della tv di oggi che sanno fare quasi nulla e meno sanno e più lavorano. Sabani fu coinvolto – 13 giorni di arresti domiciliari – in una brutta sotria di presunti abusi e ricatti sessuali. Né uscì pulito con 24 milioni di vecchie lire di risarcimento e tante grazie. Ma noi caro Gigi ti volgiamo ricordare sorridente. Ci mancherai.




permalink | inviato da matteofontana il 5/9/2007 alle 19:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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